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venerdì, maggio 8

Tigelle perfette

Sono una pessima zdora. Ero. Ero una pessima zdora. Fino a ieri (sperando che anche le volte prossime mi riescano bene).

Dopo una disquisizione con Silvia sulle tigelle (ogni casa ha la sua ricetta, mia mamma anche, e non l'ho mai condivisa - nel senso che la penso diversamente da lei - perché fa tutto a occhio e una lievitazione sola), ho optato anche io per una sola lievitazione. Temevo che le tigelle diventassero pesanti. In tutti i sensi. Peso specifico e pesanti da digerire. Invece no. Usando poco lievito sono riuscite proprio come le volevo io!


Ricetta di una banalità incredibile.

Tigelle

Ingredienti:
per 28 tigelle* 

500 g di farina (manitoba - avevo solo quella)
260 ml di acqua tiepida (quella c'è andata) - potete fare acqua+latte o solo latte
1/2 cucchiaino di lievito di birra secco
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
10 g di sale
1 pizzico di zucchero


Procedimento:

ho impastato (a orario di pranzo) bene tutti gli ingredienti, formato una palla e lasciata coperta da una ciotola per 15 minuti circa;

ho steso l'impasto* (5-6 mm circa), ritagliato i dischetti con l'apposito stampino per tigelle (diametro 7 cm), disposto i dischetti su canovacci puliti (possibilmente lavati senza detersivi), un po' distanziati, facendo degli strati (canovaccio, tigelle, canovaccio, tigelle... canovaccio);

Alla sera ho scaldato bene bene la tigelliera, da una parte e dall'altra, quindi ho messo i dischetti nelle impronte ribaltandoli rispetto all'orientamento sul canovaccio (parte sotto diventa la parte sopra);

chiudere la tigelliera e cuocere a fuoco medio, da una parte e dall'altra, fino a cottura ultimata, e fino a esaurire tutti i dischetti;

man mano che sono pronte versarle in una ciotola rivestita con un canovaccio e coperta da un altro, in modo da tenerle calde.

Si mangiano farcite, o come pane :) infatti una volta erano proprio un sostituto del pane, più che un piatto unico di moda ;)






*lo spessore dell'impasto influisce sulla tigella: più è tirato sottile, più la tigella verrà vuota all'interno; più spesso è, più verrà piena all'interno.

Con il metodo della lievitazione unica hanno tenuto meglio la forma, sono croccanti all'esterno e morbide all'interno. Le cotte che seguono la prima sono via via migliori, soprattutto in quanto a forma :D

domenica, dicembre 1

Pizza Patty!

 

No. Non volevo scrivere “Pizza Party”, e mi sono ritrovata con una “T” di troppo.

Quando l’ho vista su facebook, la pizza di Patrizia (una vecchia conoscenza di un forum di cucina) mi ha subito ispirato. Ieri l’ho provata. Buona buona. Proprio come la pizza del forno. Anzi no. Più buona della pizza del forno.

E quando mio marito mi ha fatto i complimenti per come era buona, e gli ho risposto “è una ricetta nuova!”… mi ha risposto “ma come?!? un’altra?? non è possibile!! come fanno a esserci tante ricette di pizza?!!”. Eppure… si può. E la teglia che avevo fatto l’ha mangiata quasi tutta lui…

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Pizza al trancio, di Patty

da qui

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Ingredienti:

per 2 teglie piccole (rettangolari, dimensione tipo teglia usa e getta in alluminio grande), o 1 teglia da forno grande

 

150 g di farina Magica Lo conte (Manitoba)

350 g farina 00

2 cucchiaini di sale

2 cucchiai di olio

400 ml acqua tiepida

10 g lievito di birra

 

Procedimento:

mescolare in una ciotola farina e sale, unire l’olio e, in una volta, l’acqua in cui sarà stato sciolto il lievito;

coprire di pellicola e lasciar lievitare circa 4 ore;

ungere la teglia e versarci l’impasto;

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ungendosi un po’ le mani, stendere l’impasto per tutta la teglia;

lasciar lievitare 2 orette;

condire a piacere;

cuocere in forno caldo a 200°C per 20 minuti circa.

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Nb: la farina Magica è questa:

sabato, novembre 30

Le tigelle non convenzionali di Aria

 

Se qualcuno non lo avesse ancora capito, in previsione dei giorni (immagino) carenti di momenti per me e per il blog, sto cercando di sistemare tutto prima della nascita del pupo.

Domenica scorsa abbiamo pranzato con i miei genitori e suocero qui a casa nostra, a gnocco fritto e tigelle. Le tigelle erano quelle di Aria. Mi sono piaciute molto perché vuote dentro, non di quelle troppo “panose”. Ho solo fatto l’errore di bagnare troppo l’impasto. Sbagliando si impara…

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Tigelle “eretiche” di Aria

da qui

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Ingredienti:

per 35 tigelle di circa 7 cm diametro cad.

 

500 g farina 00 (io ho messo 100 g manitoba)

1 uovo

1/2 bustina di lievito di birra liofilizzato

1 yogurt bianco intero

1 cucchiaino sale

1 cucchiaino zucchero

mezzo bicchiere di latte tiepido per impastare (qb)

 

Procedimento:

impastare tutti gli ingredienti, fino ad ottenere un impasto morbido il giusto, ma non appiccicoso;

mettere a lievitare in ciotola coperta di pellicola fino al raddoppio del volume (2-3 ore);

stendere l’impasto sottile, e ricavare tanti dischetti, che andranno adagiati su canovacci puliti, e lasciati lievitare altri 40 minuti circa;

nel frattempo si sarà scaldata benissimo la tigelliera, quindi cuocere le tigelle a fiamma media, fino a doratura.

 

Servire calde, aperte e farcite di salumi, formaggi, nutella o ciò che piace!

 

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martedì, ottobre 29

In Emilia… come in Romagna

 

Come ho già detto da qualche parte: non chiamatemi romagnola. Ci tengo. Sono emiliana. Però, a dirla tutta… ho passato 3 anni in romagna, quindi come dice qualcuno… anche quella è un po’ casa mia ;)

E fuori dalla piadineria, a Forlì, c’era il cartello che elencava i gusti dei Cassoni che producevano.

 

“Ti va oggi per pranzo un cassone?”

“Sì. Ma… cos’è??”

Come... “cos’è??” –_- …e ci vai tu pure, in Romagna, per lavoro –_-

 

Dicesi “Cassone” una piadina ripiena: è una specie di grosso raviolo fatto con la pasta della piadina, e farcito tradizionalmente con erbette saltate, ma anche con una lista infinita di ripieni. Io mi ricordo di aver letto su quel cartello, ormai anni fa, un ripieno fatto con le patate.

Per questo giro io ho optato per: spinaci saltatati con olio, sale e paprika + parmigiano grattugiato (se non ci mettiamo il formaggio, nei nostri piatti, non stiamo bene); verdure al forno (peperoni, zucchine, carote) e sottilette/mozzarella; concentrato di pomodoro, origano e mozzarella (Aria ci aggiunge anche il prosciutto).

Le ho rotto le scatole, a lei, finché non ha postato la ricetta. Perché avevo visto i suoi, bellissimi, su facebook… e mi facevano una golaaaa….

Però appena ho avuto la ricetta, li ho provati ^_^ sono o non sono una brava alunna?? ^_^

 

Cassoni romagnoli

da qui

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Ingredienti:

per 8 pezzi

 

500 g farina 00

70 g strutto

100 ml latte* tiepido

100 ml acqua tiepida

2 g bicarbonato

5 g sale

 

farcitura a piacere (date un’occhiata qua, in coda al post) – qui è andata per la maggiore verdure al forno + formaggio

 

*io non avevo il latte (o meglio, era in cantina e non avevo voglia di scendere) ma avevo della panna, e ho fatto 50 ml panna + 150 ml acqua

 

Procedimento:

Impastare tutti gli ingredienti con i liquidi tiepidi, lavorare l’impasto per una decina di minuti, formare una palla e metterla a riposare, avvolta nella pellicola, per 1 ora;

dividere l’impasto in 8 porzioni più o meno dello stesso peso (90 g cad. ca.);

stendere ogni pallina fino allo spessore di ca. 3 mm, come per fare una piadina, farcirne una metà col ripieno scelto, quindi chiudere e sigillare bene il bordo con i rebbi di una forchetta;

scaldare molto bene un testo per piade o una padella, quindi adagiarvi i cassoni 1 o 2 per volta, coprire con un coperchio e far cuocere a fiamma bassa da un lato per 2 minuti circa, poi dall’altro per altri 2 minuti, sempre coperto (io mi regolo con la colorazione della pasta), quindi far cuocere anche in piedi (la parte della piegatura);

servire caldi.

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Note:

io li ho cotti tutti, e poi scaldati quando dovevamo mangiare ;)

E’ comodo farne di più, poi avvolgerli in carta stagnola e tenerne in freezer per le emergenze: si fanno scongelare a temperatura ambiente, e poi si scaldano in padella, con coperchio, prima da un lato poi dall’altro.

(nella mia foto si vede che potevo essere un po’ meno tirchia… e stendere meno l’impasto :D quelli di Aria hanno l’involucro un po’ più spesso ;) )

martedì, ottobre 1

Tigelle

 

Io non sono mai stata particolarmente patriottica (e non penso lo diventerò ora).

Però, quando si parla di cibo, sono molto fiera della regione da cui provengo, e molto legata ai piatti della sua tradizione.

Culinariamente parlando, io sono EMILIANA. E ci tengo molto. Quando ero all’università, mi definivano spesso ROMAGNOLA, e io me la prendevo. Non ho nulla contro i romagnoli. Ma io sono EMILIANA, emilianissima! Sono due cose diverse, soprattutto quando si parla di cucina.

Se, ad esempio, pensate di poter mangiare le Tigelle a Forlì, bé… farete fatica.

Questo piatto è tipico della mia città (Modena e provincia), e dell’appennino modenese.

Per essere corretti bisognerebbe chiamarle “crescentine (montanare)”, solo che dopo verrebbero confuse con le “crescente bolognesi”, che sono tutt’altra cosa (sono il “gnocco fritto” che troverete nei ristoranti di Modena e provincia). Tigella, infatti, era il nome dei vecchi stampi in cui questi “panini” venivano cotti. Ma in città, il nome dello “stampo” è poi rimasto anche al prodotto finito.

Sono delle specie di “panini”, rotondi e alti 1 cm circa (quindi più simili a delle focaccine in realtà), cotti in appositi stampi (tigelliere), che imprimono, in cottura, dei disegni alle tigelle (lo stampo della mia mamma ha dei disegnini molto più carini del mio, ma col tempo la qualità degli stampi e l’accuratezza dei dettagli – come dei disegni all’interno – è andata calando), e che si mangiano tagliati a metà e farciti con salumi, formaggi, “pesto” (un battuto di lardo aglio e rosmarino), e quello che piace :) anche nutella e marmellata…

Ogni casa ha la sua ricetta. C’è chi impasta con la panna, con solo acqua, o metà latte e metà acqua. Fondamentalmente è una pasta da pane lievitata, tagliata a dischetti e (eventualmente dopo una ulteriore lievitazione) cotta negli stampi di cui sopra.

Mia mamma fa tutto a occhio. Io facevo con dosi un po’ inventate. Erika, mia vecchia conoscenza e “vicina di casa”, un giorno, su facebook, ha scritto che usava l’impasto della pizza per pizza express anche per fare le tigelle. Così mi ha incuriosito, e ho provato.

In effetti vengono veramente bene, croccantine fuori e non eccessivamente mollicose all’interno.

Per le tigelle, si impasta, si lascia lievitare un… due orette, poi si stende l’impasto (io con mezza dose ho fatto 15 tigelle, le ho tirate anche un po’ più sottili di 5 mm), si tagliano le tigelle con l’apposito stampino

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(ha un diametro di 8 cm e viene fornito assieme alla tigelliera)

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si mettono a lievitare facendo degli strati di tigelle separati da canovacci (si stende un canovaccio, si appoggiano distanziate le tigelle, si copre con un canovaccio e si fa un altro strato di tigelle, ripetendo questa sequenza massimo per 2 piani di tigelle, poi si prende un altro vassoio e si ricomincia da capo: canovaccio, tigelle, canovaccio, tigelle, canovaccio) – io ho lasciato lievitare un’oretta scarsa in luogo tiepido, perché l’affamato voleva pranzare :)

si fa scaldare per bene lo stampo sul fornello, a fiamma media, per 7 minuti da una parte, e 7 minuti dall’altra, poi si mettono le tigelle nelle impronte dello stampo, si chiude e, col fuoco non troppo alto, si fanno cuocere da una parte, poi dall’altra, girando lo stampo.

(Questo stampo di Erika è la versione moderna della tigelliera, non serve girarle ;) ma io sono molto tradizionalista, e non cambierei la mia tigelliera con una elettrica!!)

Una volta cotte, si mettono in un cestino foderato con un canovaccio, coprendole con il lembo di canovaccio che sporge, per tenerle calde. (ci sono in commercio degli appositi cestini per tigelle, molto simpatici, ad esempio come questo, con delle aperture alla base per poter infilare la mano e tirarne fuori le tigelle)

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si aprono a metà (col coltello o con le manine)

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e si farciscono a piacere

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Le tigelle in origine venivano usate in sostituzione del pane (siamo senza pane… facciamo due tigelle!), e vengono ancor oggi usate così con pollo o coniglio in umido (alla cacciatora), per fare la scarpetta col sughetto della carne.

Si possono fare di farina bianca, o aggiungendo alla farina bianca della farina integrale (mia nonna le faceva così, e usava un po’ di bicarbonato anziché il lievito di birra: diciamo che faceva una versione “speedy” senza lievitazione).

Sono buone comunque sian fatte. Perché mi ricordano la mia infanzia.

Da noi si usa spesso proporre una cena a “gnocco fritto e tigelle” al ristorante.

Ma posso dire sinceramente… che sia le tigelle che il gnocco fritto (sì, è grammaticalmente scorretto, ma si dice IL gnocco fritto) vengono più buoni fatti in casa che al ristorante… quindi preferisco di gran lunga farli io piuttosto che andarli a mangiare fuori casa!

domenica, agosto 25

Minestrone "milleverdure"


... come da definizione di qualcuno... qualcuno che ha chiesto il bis :D

Vista la giornata fresca di oggi, qualcosa di caldo ci stava niente male :)



Il mio minestrone - versione veloce

Ingredienti:
per 4 persone

3 carote a dadini
1 patata media a dadini
2 zucchine a dadini
2-3 coste di sedano a pezzettini
1 lattina di pelati spezzettati con la forchetta
2 manciate di fagiolini a pezzettini
1 lattina di ceci
1 lattina di lenticchie*
1 lattina di piselli*  (o piselli surgelati)
1 lattina (piccola) di fagioli*
1 mazzetti di prezzemolo
basilico, timo, maggiorana (secchi)
1 dado vegetale
1 cucchiaino di sale grosso
una spolverata di paprika
acqua qb (circa 5-6 lattine - usando la lattina di uno dei legumi sopra citati)

ci stanno bene anche:
cipolla o porro (aboliti ahimé in questa casa)
aroma di aglio
peperone
verza
zucca


Procedimento:

a differenza di mia mamma, che lo fa cuocere anche 2 ore e più, ho fatto una versione veloce: ho fatto cuocere tutto in pentola coperta, a fuoco madio-basso, per circa 1 ora (qualcosina in più forse, 1 h e 10 minuti); i legumi in scatola (*) li ho aggiunti a 30 minuti dalla fine della cottura, perché avevo paura che si spappolassero troppo;

una volta terminata la cottura, ho passato al passaverdura (gentilmente prestatomi dalla mamma -_- perché il mio passaverdure poco cinese non funzionava...) circa 4 mestoli di minestrone, e aggiunto la "purea" ottenuta al resto, così da farlo addensare un po'; il resto l'ho lasciato a pezzettoni.

Servito con crostoni di pane pugliese; a piacere aggiungere un filo d'olio a crudo e parmigiano qb.



sabato, agosto 24

Zucchini bites!

Fatti e mangiati, in questo buffet.



Zucchini bites
da qui e qui

Ingredienti:
per uno stampo da 25x19cm

5 uova
120 g farina
120 g formaggio grattugiato (io uso parmigiano stagionato 30 mesi)
110 ml olio di semi
1/2 bustina di lievito per torte salate
1/2 cipolla piccola tritatissima (la prossima volta la ometterò poiché, pur essendo poca, qualcuno l'ha "nasata" al primo... bite)
3 zucchine grattugiate con la grattugia a fori larghi
1 carota grattugiata come sopra
sale e pepe qb


Procedimento:

sbattere con le fruste elettriche le uova, unire l'olio, farina setacciata col lievito, parmigiano, e continuare a montare per circa 1 minuto;

aggiungere le verdure e la cipolla, salare e pepare;

versare il composto nello stampo foderato di carta forno, cuocere a 160-180°C per 30-40 minuti finché il composto non apparirà rappreso e la superficie non si colorerà (colorazione a piacere... io non l'ho fatto colorire troppo);

lasciar raffreddare a temperatura ambiente, quindi avvolgere in carta stagnola e lasciare in frigo (è più buono fatto 24 h prima, ma anche 2 giorni prima va bene);

al momento di servire lasciare un po' a temperatura ambiente e tagliare a quadretti.

venerdì, agosto 23

Pizzette con pasta da rosticceria

Fatte e mangiate, in questo buffet.



Pizzette con pasta da rosticceria
ricetta di Nanino di cookaround

Ingredienti:
per 1 teglia di pizzette e 10 panini da buffet

500 g farina (250 g "00" + 250 g manitoba)
50 g strutto
35 g zucchero
15-20 g sale
12 g lievito di birra (volendo anche meno, 8 g ca.)
220 ml ca. di acqua

farcitura a piacere



Procedimento:

Impastare tutti gli ingredienti, unendo a metà impasto il sale, e impastando con l'acqua in cui sarà stato sciolto il lievito; impastare per una decina di minuti;

fare una palla con l'impasto e far lievitare 2-3 ore (finché non sarà ben lievitato); meno lievito si usa, più dovrà lievitare l'impasto, ma usando meno lievito verranno più buone, soffici e salutari;

stendere la pasta lievitata in uno strato spesso 5 mm (se è lievitata bene non tenderà a restringersi una volta stesa), e ritagliare con una formina tonda le pizzette (io ho usato un bicchiere);

appoggiare i dischetti su carta forno, condire a piacere, e lasciar lievitare ancora, finché non appaiono ben gonfi (90-120 minuti circa);

coi ritagli di pasta ho fatto dei panini da 10 g l'uno;

infornare a 220°C per 15 minuti circa (i panini li ho spennellati di latte prima di infornarli).







La mia socia si è specializzata in bellissime focaccine fatte con lo stesso impasto ;)

domenica, agosto 18

La pizza con poco lievito... e lievitazione luuuunga!

 

Anche se a Cavalese abbiamo trovato la pizza più buona mai mangiata (e vale la pena di mangiare una pizza in meno a casa nostra, e aspettare di fare un giro in Trentino per mangiarla!), lui dice che la mia pizza resta la più buona. Il sabato sera, in genere, è la serata pizza.


Di solito usavo questa ricetta, ottima perché ha tempi di lievitazione "giusti" (né troppo lunghi né troppo corti) e la pizza viene veramente bene (con i buconi).

Ho voluto provare però anche con una ricetta a lievitazione più lunga. Per caso sono finita qui, la ricetta, spiegata benissimo, mi ha subito interessato, e la sera stavo già impastando...


Pizza al piatto con metodo poolish di Adriano
da qui e qui

Ingredienti:
per 6 panetti da 190/200 g cad. ca. e 1 da 130 g ca.

500 g farina manitoba
500 ml acqua
3 g lievito
1 cucchiaino zucchero
270 g farina 0
80 g semola rimacinata di grano duro
25 g sale
30 ml olio


Preparazione:

la sera prima (24 h prima) di quando si mangerà la pizza, impastare (con un mixer elettrico per non formare grumi) 500 g di manitoba con 500 ml di acqua in cui sarà stato sciolto il lievito (d'estate si usano 1,5 g e il lievito restante si aggiunge col secondo impasto) e lo zucchero;

lasciare a temperatura ambiente (20°C) fino alla mattina seguente;

alla mattina (io ho ripreso l'impasto alle 9.30/10 perché prima non sono riuscita) unire (meglio con un impastatore e con il gancio per impastare) le farine miscelate, unendone 2 cucchiai per volta e a pioggia, sale e olio (e il lievito rimasto, se d'estate), impastando fino ad avere un impasto liscio che si stacca dalle pareti della ciotola;

far riposare l'impasto 30 minuti, poi dividere in panetti (nel mio caso da 200 g ca. cad.), formare da essi delle palline, e mettere (meglio se in un contenitore di plastica con coperchio) nella parte più fredda del frigo;

due ore prima di cuocere estrarre il contenitore con i panetti dal frigo, e lasciare a temperatura ambiente un paio d'ore;

(siamo dovuti uscire verso le 16, quindi a quell'ora ho tolto l'impasto dal frigo e l'ho lasciato a temperatura ambiente per più tempo delle 2 ore indicate, circa 3/3 e 1/2, ma la pizza è venuta ottima ugualmente)

cuocere, dopo aver condito a piacere, su pietra refrattaria nel forno tradizionale (la pietra va scaldata moltissimo prima di metterci la pizza) o, come nel mio caso, nel Pizza Express (sempre sia lodato!), per circa 5 minuti a temperatura medio-alta (2,5 - 3).





Note:

col panetto più piccolo, diviso in 2, ho fatto due schiacciatine, stendendo la pasta molto sottile e condendone la superficie con olio e sale grosso, poi cuocendo fino a doratura: ottime!!

3 panetti li ho congelati subito dopo la formatura; dopo averli estratti dal freezer lasciarli a 22°C per circa 8 ore, quindi cuocere.


Consiglio di leggere il post di Anna che è pieno di consigli e trucchetti veramente utili!
e anche il post di Paola per la cottura con refrattaria nel forno tradizionale!

sabato, luglio 13

Un'insalata di cereali... "buona"

Il mio compagno sta (quasi) sempre fuori a pranzo, per via del suo lavoro, purtroppo. Entrambi gradiremmo un ritorno a casa a pranzo più frequente...

L'altra sera si parlava del fatto che, come a casa, non si mangia in nessun altro posto, bar o ristorante che sia. Anche al ristorante, infatti, ho sempre seri problemi con la roba che mangio, in fase di digestione... ci si alza da tavola che non ci si sente "bene", mentre a casa spesso, di un piatto, si farebbe il bis. Lui dice "quando ti sembra di non aver mangiato, e saresti pronto a ricominciare... vuol dire che il piatto era preparato bene". Infatti pur mangiando poco, quando si pranza o cena fuori mi alzo dalla sedia che mi sento piena. Troppo.

Allora ricordava un posto dove, anni fa, mangiava una buona insalata di farro, non di quelle fatte alla svelta (con condimenti già pronti) che puntano più alla quantità, che alla qualità. E allora gli ho promesso che alla prima occasione gli avrei fatto un'insalata "buona". In effetti i complimenti che mi ha fatto sono stati tanti.

E' un'insalata speciale, perché non fatta, come al solito, aprendo un vasetto e versandone il contenuto dentro la pentola di cereali lessati. Ho pensato a cosa metterci, e per la preparazione (fra la cottura dei cereali e la preparazione del condimento), ci ho messo un'oretta abbondante.

Insalata di cereali "buona"



Ingredienti:
per 2

75 g farro perlato
75 g orzo perlato
4 olive nere, tagliate a rondelle
4 olive verdi, tagliate a rondelle
1 scatoletta di tonno sott'olio piccola (con l'olio di conservazione)
3 cucchiai abbondanti di mais in scatola
2 pezzi di peperoni rossi grigliati (sott'olio), tagliati a cubetti
2 pezzi di peperoni gialli grigliati (sott'olio), tagliati a cubetti
1 manciata di scaglie di parmigiano
un mazzetto di rucola, tagliata a pezzettini piccoli
2 zucchine piccole, a rondelle sottili (saltate in padella con olio, sale, un po' di paprika e acqua per portare a cottura)
1 mazzetto di fagiolini puliti, tagliati a tocchetti (saltati in padella con le zucchine)
pomodorini ciliegia tagliati in 4
basilico, origano


Preparazione:

più che una ricetta è un suggerimento di condimento :)

lessare i cereali per il tempo indicato sulla confezione (35-40 min.), lasciar raffreddare, e unire tutti gli altri ingredienti;

se avete la possibilità di grigliarvi da soli i peperoni... meglio così :) io ne avevo una confezione aperta in frigo, da finire, e così non ho dovuto aggiungere olio extra al piatto, fra quello dei peperoni e quello del tonno.

Avrei voluto mettere anche la feta, come suggerito da Alice, ma non posso mangiare formaggi freschi, quindi ho usato un parmigiano stagionato 30 mesi.

Ci sarebbe stata molto bene anche della cipolla di tropea (purtroppo, abolita in questa casa...).







venerdì, giugno 28

Tortillas, v 2.0

...e visto che Silvia ha già provato queste, adesso vi propongo anche la versione #2 :D


Tortillas di farina di frumento
da qui

Ingredienti:
per 6 tortillas grandi, o 12 (come da ricetta) piccolissime -_-

2 cups farina "00" (250 g)
57 g strutto (arrotondate pure a 55 o 60 g)
1 cucchiaio di olio di semi
1 cucchiaino sale
1/2 cup di acqua tiepida (120 ml circa)


Preparazione:

impastare la farina con lo strutto, il sale, l'acqua (gradatamente) e l'olio per ottenere un impasto liscio e morbido (non appiccicoso), da lavorare 4 minuti a mano o nell'impastatore;

formare una palla con l'impasto, coprire di pellicola e lasciar riposare 1 h;

scaldare bene una padella antiaderente; dividere l'impasto in 12 palline (io 6, dividere per 12 secondo me avrebbe significato avere delle tortillas minuscole -_-);

spolverare il piano e la pallina con poca farina (affinché non si appiccichi al piano o al matterello), quindi stendere ogni pallina in un disco sottile (i miei erano circa 20/22 cm di diametro, basta che tirate la pasta molto sottile, 1-2 mm circa);

cuocere ogni tortilla sulla piastra, calore medio, (io la ruoto come per le piadine in senso orario) dopo 45 secondi circa, la tortilla si sarà gonfiata e saranno comparse le classiche macchie scure, quindi girare e terminare la cottura per altrettanto tempo, sempre ruotandola;

metterle una sopra l'altra e tenerle al caldo se non si consumano subito (io consiglio comunque di riscaldarle una volta terminate, prima di consumarle).

Conservare in sacchetto per alimenti chiuso bene, una volta che si sono freddate.


Note:
la consistenza è diversa dall'altra versione, avevo paura che queste non si riuscissero ad arrotolare bene... ma ci si riesce ugualmente (anche se la versione #1 sembra nata appositamente per lo scopo arrotolamento).

Sono molto più saporite delle altre, data la presenza dello strutto. Buone.


e qui il mio simil burrito:

straccetti di tacchino rosolati con olio e salsa di soia, insaporiti con pepe, curcuma, paprika dolce e forte, curry, cumino, timo, maggiorana, unito un po' di passata di pomodoro (100 ml) 1/3 di dado vegetale e 1/2 bicchiere di acqua, lasciato cuocere e unito peperoni grigliati sott'olio a fettine sottili, prezzemolo e basilico.

su ogni tortilla ho messo due cucchiai di questo ripieno e due cucchiai di fagioli in salsa di pomodoro già pronti (presi al lidl)



lunedì, giugno 24

Voglia di mare e ricordi di estati passate

Quando andavo al mare (sempre gite in giornata eh!), andavo al Lido di Spina (FE), con i miei genitori, e l'anno scorso anche con la mia dolce metà, che non sapeva nemmeno dell'esistenza di questo posto.

In suddette gite, o si mangiava al sacco, sotto gli ulivi che ci sono fuori dallo stabilimento balneare dove siamo sempre andati, o si mangiava nel chioschetto delle piadine che c'è quasi alla fine del paese, in direzione Lido degli Estensi. Il posto era sempre quello, era una tradizione. Da piccola mi gustavo la mia piadina (sarebbe meglio dire PIADA) preferibilmente farcita di salsiccia... che era, come potete mangiare, buonissima. Adesso ci si dà a farciture più "light" -_- ahimé.

Per questa ricetta ringrazio la sempre pazientissima, preparatissima e gentilissima Barbara, ormai mia consulente nel campo Piade e Piadine :)

Quella già postata qui, è la Piadina di Riccione o di Rimini, ha un diametro maggiore, ed è molto più sottile.
Quella di oggi è la Piada Romagnola o meglio Piadina Terre di Romagna, che si trova a Ferrara, Forlì, Cesena, Ravenna... è più spessa, non si piega in due come l'altra, ma si taglia a metà, ed ha un diametro inferiore.

Al mare quest'estate non so ancora se andrò... intanto però mi mangio una bella piadina e faccio finta di essere là.

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Riporto di seguito le informazioni che mi ha passato Barbara:

il Consorzio di Promozione della Piadina Romagnola dice che:
quattro gli ingredienti base della Piadina o Piada: 
Farina di grano tenero (credo si riferiscano ad 1 kilogrammo)
Acqua (quanto basta per ottenere un impasto omogeneo)
Sale (pari o inferiore a 25 grammi)
Grassi (strutto, e/o olio di oliva e/o olio di oliva extravergine fino a 250 grammi).
Il Disciplinare contempla anche materie prime opzionali come gli agenti lievitanti (bicarbonato di sodio).
La Piadina Romagnola deve essere:
- compatta, rigida e friabile, - diametro da 15 a 25 centimetri - spessore da 4 a 8 millimetri
Gira e rigira devi mettere la farina, il grasso, il sale e acqua o latte (se la versione spessa la vuoi più morbida).
Se al Lido di Spina è un po' giallina metti anche un pizzico di bicarbonato.
Dovrebbe essere spessa tra i 4 e gli 8 millimetri... magari 5-6 mm mi sembra un buon spessore.
Non ho mai messo il bicarbonato perchè non mi piace.
Forse si alza di 1 millimetro e mezzo. Comunque non c'è bisogno che tu sia precisa fino a spaccare il capello... anzi, impara a fare ad occhio, allora sì che sarai una vera azdora!Il diametro è tra i 15 e 25...La cottura è più lunga della nostra riminese (2 minuti circa) ... forse 3-4 minuti, dipende da quanto la fai spessa.
Io la ruoto quasi in continuazione, ma la giro 2, al massimo 3 volte. Credo che la versione che vuoi fare debba essere girata 4 volte sempre per via dello spessore.

e ancora:


In questa stagione potresti scendere a 65 grammi (ndr: di strutto)... soprattutto se decidi di usare il latte fresco intero.Fa la differenza:- lo strutto dal macellaio e non al supermercato.- l'acqua naturale minerale se la tua è dura o altro, oppure il latte che sia fresco- Se non riesci a reperire una farina da piadina, povera di glutine, se hai la Coop vicino casa può prendere la farina tipo "0" Moneta che ride farina_tipo_0_moneta_che_ridealtrimenti meglio ripiegare su una 00 (non specifica per pane o pizza, torte... una 00 di base, senza consigli d'uso o con consigli generici del tipo «per tutte le preparazioni», tanto la differenza di rusticita tra le 0 e le 00 non è che si noti poi molto.

Piadina romagnola - Piadina Terre di Romagna



Ingredienti:

per 7-8 piadine di circa 20 cm diametro

 
500 g farina 0 (vedi immagine sopra)
50 g strutto
25 ml olio extra vergine di oliva
2 g bicarbonato di sodio
acqua tiepida qb (a me ne sono serviti 270/280 ml)
10/15 g sale fino

 

 
Preparazione:

 
impastare tutti gli ingredienti, formare delle palline di egual peso (110 g circa cad.);

 
lasciar riposare coperte da un canovaccio per 30 minuti;

 
stendere sottili (2-4 mm, tanto poi un po' cresce per via del bicarbonato);

 
mettere su un testo o una padella scaldata almeno 10 minuti, a fuoco medio-basso, fare i forellini sulla superficie con una forchetta, lasciar cuocere, ruotandola in senso orario, per 3 minuti circa, poi girarla e finire la cottura per altrettanto tempo (deve cuocere di più di quella di Rimini in conseguenza dell'aumentato spessore).

 
Servire appena cotte.

 

 
Note:

 
- ho letto da qualche parte che va girata una sola volta, a differenza di quella di Rimini, in cottura: così dovrebbe venire più buona (cioé prima cuocere da una parte, poi girare e finire la cottura)

 
- la prossima volta userò solo acqua: col latte resta più morbida, a me invece piace più sul croccante (ma avevo del latte da finire in frigo e non volevo buttarlo via...)

 
- volevo TANTO prendere lo strutto "buono", ma il tempo di andare dal macellaio non c'era (non c'è un macellaio nel mio paese e sarei dovuta andare in macchina nel paese vicino), e la voglia di provare era tanta

 
- io ero da sola a pranzo, ho dimezzato le dosi, e le piadine avanzate le ho surgelate