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domenica, febbraio 2

Il cioccolato non è mai abbastanza

 

Sabato a pranzo.

“…e questa?”

“è per oggi pomeriggio… no vabbé dai, assaggiane una fetta, così mi dici com’è…”

Cinque minuti dopo…

“…no no… è cattiva. Non gliela dare alle tue amiche……….” della serie: suggerimento senza secondi fini……..

Questa è stata la reazione di mio marito dopo l’assaggio di questa torta. Poi ha iniziato a chiedermi “ma… non si poteva fare la frolla bianca? per creare un contrasto?”

“No. La ricetta era così, e io l’ho fatta così….tu mangia e basta. (=non preoccuparti di come van fatte le cose…a quello penso io)”

Erano anni che la corteggiavo. Poi quando l’ho vista su Instagram fatta da Valentina, che ne tesseva le lodi… ho deciso che era il momento di provarla. E avere le mie amiche a casa il sabato pomeriggio non poteva che essere la scusa perfetta per pasticciare…

 

Crostata al cioccolato di Ernst Knam

da qui

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Ingredienti:

per una teglia di diametro 22 cm

 

Frolla al cacao:

280 g di farina 00

20 g di cacao amaro in polvere

150 g di burro leggermente ammorbidito

150 g di zucchero

1 uovo

vaniglia

10 g di lievito per dolci

 

Crema pasticcera:

250 ml di latte

2 tuorli

40 g di zucchero

20 g di farina

semi di una bacca di vaniglia (mezza basta e avanza)

 

Ganache:

200 g di cioccolato fondente (io al 74% di cacao)

125 ml di panna liquida

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Preparazione:

preparare la frolla, nella maniera classica, avvolgerla nella pellicola e far riposare in frigo 3-4 ore;

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preparare la crema pasticcera: sbattere i tuorli con lo zucchero, unire i semini di vaniglia, la farina, stemperare col latte caldo eliminando eventuali grumi, portare a cottura sul fuoco, mescolando continuamente, quindi coprire di pellicola a contatto con la crema e lasciar raffreddare;

mettere la panna a scaldare e quando ha quasi raggiunto l’ebollizione spegnere il fuoco e unire il cioccolato fondente tritato, mescolando per farlo sciogliere;

unire la ganache alla crema pasticcera (consiglio: mescolate prima la crema a mano con una frustina, quindi unitele la ganache, per evitare che si formino grumi);

imburrare una teglia (nel mio caso a cerniera; non ho messo la farina per consentire ai bordi di pasta di star su bene… aderendo bene ai lati della teglia) e scaldare il forno a 180°C;

stendere circa 3/4 dell’impasto ad uno spessore di 5 mm scarsi (in cottura cresce un po’ e si rischia di avere uno strato troppo spesso, ma forse è un gusto mio personale…), e foderare fondo e bordo della teglia con l’impasto;

versare la crema all’interno, quindi ritagliare l’eccesso di pasta che “sporge” da sopra la farcitura;

reimpastare i ritagli con la pasta tenuta da parte, e stenderla nuovamente, quindi ritagliare delle strisce da disporre a piacere sulla farcitura, per decorare la crostata (NB: vi avanzerà della pasta da usare per farci qualche biscottino);

cuocere per 40 minuti circa (io 50);

lasciar raffreddare benissimo prima di tagliarla (meglio farla la sera per il giorno seguente).

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Oggi la mia pulce festeggia il secondo complimese :) auguri amore mio :*

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mercoledì, giugno 12

Ricette da Junior Masterchef Australia: panna cotta allo yogurt e vaniglia con gelatina di lamponi

Ho seguito Junior Masterchef Australia appassionatamente. L'ho guardato tre volte: la prima visione, e tutte le repliche che hanno fatto (anche in lingua originale). C'è chi dice che sia tutto programmato e che, i bimbi, non siano dei prodigi culinari, ma che apprendano le ricette prima della puntata (parlo delle ricette per le quali non viene fornita loro la ricetta scritta), quelle, cosiddette, inventate da loro. Non lo so, non mi interessa. Quei baby cuochi sono tanto carini...

Ho visto un paio di ricettuzze carine nel programma, e ho deciso di provarle.
Anche questo pane, viene da lì.


Panna cotta allo yogurt alla vaniglia e gelatina di lamponi
da qui - Junior Masterclass con Poh Ling Yeow





Ingredienti:
per 6 stampini in plastica, con parete liscia, di 125 ml di capacità ciascuno (io ho usato dei bicchieri di plastica, che mi hanno rigato i lati della pannacotta, pazienza)


Per la gelatina di lamponi

150 g di lamponi freschi (i miei erano 125 g)
100 ml acqua
30 g zucchero semolato
6 g gelatina in fogli


Procedimento:

mettere in ammollo almeno 10 minuti in acqua fredda la gelatina;

mettere i lamponi, lo zucchero e l'acqua in una ciotolina a bagnomaria su acqua che sobbolle, e lasciare in infusione 3-4 minuti, finché l'acqua non ha preso il colore dei lamponi (non lasciateli troppo però sennò i lamponi si spappolano);

strizzare la gelatina, metterla assieme ai lamponi e mescolare delicatamente per farla sciogliere;

suddividere i lamponi nei 6 stampini, poi fare lo stesso col liquido;

mettere in frigo almeno 2 ore, finché non si addensa.


Note:
- a posteriori ho notato che la gelatina era molto aspra, forse per via dei lamponi... forse ci andava un po' di zucchero in più ma questo è impossibile da sapere... se prima non è stata assaggiata la frutta da usare;

- la gelatina per i miei gusti è troppa: viene un composto troppo sodo, la cui consistenza diverge troppo da quella della pannacotta; io ridurrei la gelatina a 3-4 g




Per la pannacotta

375 ml panna
semi di 1/2 bacca di vaniglia
45 g zucchero a velo
6 g gelatina in fogli
180 g yogurt intero (io l'ho usato alla vaniglia)


Preparazione:

mettere in ammollo almeno 10 minuti in acqua fredda la gelatina;

mettere la panna, i semi della bacca di vaniglia e lo zucchero a velo su fuoco medio, mescolando continuamente, finché tutta la panna si è scaldata (3-4 minuti);

strizzare la gelatina e unirla alla panna, che sarà stata nel frattempo tolta dal fuoco; far sciogliere bene la gelatina;

unire delicatamente lo yogurt alla panna, quindi versare il composto negli stampini, sopra lo strato di gelatina;

mettere in frigo almeno 4 ore a solidificare.


Per servire la pannacotta:

immergere ogni stampino per qualche secondo in acqua tiepida; far scorrere delicatamente in coltello con la lama sottile fra lo stampino e la pannacotta per arrivare allo strato di gelatina: in questo modo si creerà uno spazio in cui l'aria potrà entrare per far staccare la pannacotta dalle pareti dello stampino;

premere un po' le pareti dello stampino, girato su un piatto, in modo da facilitare il distacco dalle pareti e la discesa della pannacotta sul piatto.

Decorare a piacere.






Potete trovare il video di questa ricetta QUI.

giovedì, novembre 3

Rivisitazione salutista (più o meno…)

 

Ovvero… reinventarsi dei biscotti, se non hai sotto mano la ricetta originale… Ma poi, si sa… io faccio un po’ sempre quello che mi pare (almeno in cucina!)

 

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Macine “salutiste”

 

Ingredienti:

500 g farina

250 g zucchero a velo vanigliato

125 ml panna da montare

6 cucchiai olio e.v.o.

10 g lievito

1 uovo

50 g latte in polvere 

 

Procedimento:

impastare bene tutti gli ingredienti come per una frolla;

mettere in frigo per 15 minuti, finché non si rassoda un po’;

stendere ad uno spessore di circa 7 mm, cuocere in forno preriscaldato a 180°C per circa 15 minuti, finché non sono dorate (io ventilato a 160°C).

Lasciar raffreddare completamente.

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domenica, dicembre 19

Un concentrato di caffé…

 

Secondo me non l’avete ancora capito (no vero? XD )…che mi piace il gelato… farlo & mangiarlo…

Ma sono anche malata (fra le tante cose) per il caffé…

e quando unisci la passione per il gelato, a quella per il caffé, e la dispensa da “ripulire”… può capitare che esca una cosa così ;)

 

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aveva fatto la sua comparsa qui, ma volevo dargli l’attenzione che meritava, un post tutto suo… ed eccoci qui :P

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Gelato al caffé, senza uova e (volendo*, o dovendo) senza gelatiera

Ingredienti:

800 ml di panna da montare

2 tubetti di latte condensato (tot=340 g)

20 g (potete aumentare a piacere, fino a 40 g se piace) di caffé solubile sciolto in 1 caffé (fatto con la moka) ristretto, caldissimo (poi lasciato raffreddare)

6 cucchiai di liquore al caffé (tipo questo o comprato)

2 cucchiai di alcol o vodka (da omettere o metterne solo 1 se il liquore al caffé è molto alcolico)

4 cucchiaini di dietor o altro dolcificante**

4-6 cucchiai pieni di zucchero a velo vanigliato** (assaggiate il composto finale, per regolarvi)

(se volete/lo avete) 50-70 g glucosio

 

Procedimento

TUTTI I COMPOSTI DEVONO ESSERE FREDDISSIMI (zucchero a parte, ovviamente)

Montare metà panna, aggiungendo gradatamente (a filo) il latte condensato, sino ad ottenere un composto spumoso, arioso; incorporare i liquori, il caffé solubile sciolto, e il resto della panna ben montata con gli zuccheri (assaggiare per evitare di farlo troppo dolce o troppo amaro, stante che il latte condensato è già abbastanza dolce);

mettere in una gelatiera, e lasciar mantecare finché il gelato non è pronto; trasferire in un contenitore freezer, e mettere a rassodare un paio d’ore prima di consumare; in mancanza di gelatiera, leggere sotto.

 

*io non avevo il cestello della gelatiera in freezer, quindi ho messo il composto, senza averlo smontato dopo ogni aggiunta, dentro un contenitore adatto al freezer; ogni 40 minuti-1 ora sbattere il tutto con le fruste per rompere i cristalli di ghiaccio; quest’operazione va fatta minimo 3 volte, fino a 5 se volete. Rimettere in freezer per rassodare qb.

**potete omettere il dolcificante se non volete usarlo o non lo avete; sostituitelo con zucchero a velo vanigliato; in totale per la ricetta vi serviranno dunque 8 cucchiai circa; regolatevi però assaggiando un cucchiaino di composto, prima di aggiungerlo tutto. Potete sempre aggiungerne, ma non potete toglierne…

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spero di esser stata chiara e aver detto tutto :)

S.

sabato, novembre 20

Swirliamo?

 

ho visto, in ritardo ma non troppo, per fortuna, questo contest di Alice e Gaia

 

e mi è venuto il desiderio irrefrenabile di mettermi al lavoro :D

 

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Non sono una gran decoratrice… ma sta per arrivarmi una cosa per cui… conto di diventare una nuova Valentina Gigli… o comunque una brava decoratrice di dolci :D

questi sono i miei cupcakes per il contest

Cupcakes alla melagrana

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per i cupcakes: (da qui) – SENZA UOVA E SENZA BURRO (sono anche *light* :D )

le dosi che ho usato io sono 1/3 delle dosi originali, e si ottengono 10-12 cupcakes

1/3 cup di succo di melagrana*

1 cup farina

3/4 cup zucchero

1/4 cup cacao amaro in polvere

2/3 tsp di bicarbonato

1/3 tsp sale

1/3 cup acqua bollente

1/4 cup olio semi

vanillina

2/3 tbsp aceto bianco

 

Mescolare gli ingredienti secchi (per eliminare i grumi, anziché setacciare, potete fare come me: mettete tutto nel mixer e frullate un po’);

mescolare acqua bollente, succo di melagrana, aggiungere l’olio, l’aceto, e unire agli ingredienti secchi in una sola volta, mescolando il tanto che basta ad amalgamare il tutto (il composto sarà grumoso – ndr: il mio a dire il vero non lo era);

riempire i pirottini opportunamente preparati;

cuocere a 180°C per 25-30 minuti.

Lasciar raffreddare bene (anche fino al giorno dopo, se si fanno la sera)

 

Preparare una crema di melagrana con:

120 g circa di succo di melagrana*

80 g di melassa di melagrana (ricetta sotto)

2 bei cucchiai di farina

 

mettere succo e melassa a scaldare in una casseruola, e usare questo liquido per stemperare la farina, eliminando tutti i grumi; portare ad ebollizione su fuoco medio-basso, mescolando continuamente, finché la crema non addensa; coprire di pellicola (a contatto con la crema), e far raffreddare bene, anche fino alla mattina seguente.

 

Preparare la *chantilly alla melagrana*

Montare 10 (potete arrivare fino a 30) g circa di burro con la crema di melagrana, finché i due composti non sono amalgamati alla perfezione;

montare 200 ml di panna molto soda;

amalgamare i due composti, senza smontare la panna;

consiglio di mettere questa crema a rassodare un po’ in frigo;

 

nel frattempo si saranno preparati i cupcakes secondo questo metodo;

 

mettere in un sac a poche la chantilly, riempire i cupcakes, chiuderli, e guarnire a piacere i cupcakes con la chantilly rimasta, confetti di zucchero, grani di melagrana, e fantasia qb

 

melassa di melagrana (adattata da qui)

450 ml succo di melagrana

1 cucchiaio di succo di limone

250-300 g zucchero

 

ridurre il tutto su fuoco basso, lasciando sobbollire, finché non si ottiene una consistenza sciropposa; mettere in un vaso. Da freddo deve avere la consistenza di miele (abbastanza) denso.

 

*il succo è stato precedentemente fatto ridurre sul fuoco per concentrarlo, il peso NETTO è quello indicato sopra, la quantità di partenza era perciò maggiore

 

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Non si vede benissimo dove finisce la copertura e dove inizia la farcia >:D si son un po’ mischiate  (avrebbero dovuto stare un po’ più in frigo) ma vi assicuro che anche un cupcake ha un cuore… di melagrana :D

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i cupcakes son ottimi anche mangiati “nature” :)

(sinceramente anche la crema… è da mangiare a cucchiaiate :O poi mi lamento che ingrasso… chissà chi ha mangiato i “cuori” dei cupcakes svuotati…)

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DIMENTICAVO – siccome ho scoperto che novembre dovrebbe essere il mese della melagrana, e visto il post in rosa… dedico questa ricetta a tutte le donzelle che passan di qua :)

domenica, maggio 9

Un DOLCE ricordo... e storia di una torta che credeva di potermi opporre resistenza...


Torta per la festa della mamma?
No. In realtà "Torta per me".
Sì, perché questa, assieme a QUELLA Sacher, era IL dolce dei miei compleanni di bambina. Me lo preparava sempre lo Zio F., fratello di mamma, che ha sempre avuto la passione per i dolci, ha anche frequentato per un po' l'alberghiera... prima di scappare perché i modi di quella scuola erano troppo severi...
Credo che sia stato lui, in gran parte, a trasmettermi questa passione. Vederlo sbattere burro e zucchero, amalgamare tuorli, versare in teglia, infornare... i profumi di vaniglia e di dolce appena sfornato... Ho delle bellissime immagini legate a questi momenti, nella mia testa. A volte mi permetteva di "aiutarlo", anche se forse facevo dei gran pasticci... o forse no ;)

Ogni tanto mi torna voglia di quei sapori di una volta, di quei ricordi, di quelle sensazioni piacevoli che hanno smesso di esserlo. Perché per una serie di motivi, per anni sono stata senza vedere né mio zio (quello zio, l'unico zio sul cui fianco o sulle cui ginocchia mi addormentavo sempre) né i miei nonni materni...

Da qualche anno (da quando guido) ho ripreso a frequentarli, ma purtroppo le cose rovinate si fa fatica ad aggiustarle... soprattutto se qualcuno non ha interesse a farlo (o da' a vedere di non averlo), e quei momenti non torneranno mai più...


Ecco perché da anni volevo riprovare il sapore di questa torta. Una torta che mi ha richiesto molto... impegno, per realizzarla. Ieri è stata una giornata un po' no (un bel po')... e lo sapevo. Anche con la torta non poteva andarmi liscia... con LE tortE...



Oggi non posto una ricetta, perché è veramente una sciocchezza :) (Una torta 4/4 del diametro di 22 cm, tagliata a metà e farcita con un bello strato di panna montata zuccherata, fragole a spicchi, chiusa, ricoperta di un altro bello strato di panna, decorata con panna e fragole - personalmente sono una capra nella decorazione)

Posto la cronaca dei miei disastri per giungere a quello che vedete in foto.

Ho iniziato a fare la base, dose ridotta perché lo stampo era più piccolo del solito impiegato dallo zio (quello che CREDO abbia impiegato).
Seguo la ricetta alla lettera. Pare tutto ok.
Inforno, lascio cuocere alla temperatura e per il tempo indicato.

La maledizione che incombe. L'inevitabile sprofondamento al centro stile vulcano. Eh no cara.

Sforno e ribalto subito il dolce, come si fa per le chiffon cake o i panettoni, per fermare il crollo.

Niente. Sotto è palliduccia, e nella zona centrale, un'area di circa 5 cm di diametro, ma proprio al centro... qualcosa di poco promettente. Porca miseria non s'è cotta. Ma come è possibile? che c'hanno ste torte con me? c'avrò na brutta faccia oh, che te devo di'...

aspetto un po'... ma proprio un po'... troppo poco. E' che quando vedo queste situazioni mi coglie un'ansia del genere "hosprecatoitaliingredientieunoradifornochissàcosamidiconoadessoimiei"... non ho pazienza di aspettare... ho tagliato a metà la torta ma era ancora un po' calda... ergo il disco di sopra s'è rotto quasi a metà in prossimità del centro, che non era cotto in effetti... l'ho lasciato da parte, incavolata a morte, e iniziato a pensare quale sottospecie di tiramisù farci stavolta (sono un'esperta nel riciclo di pds e torte venute male)...

poi, dopo una lunga e attenta riflessione (ho abbastanza uova? quante probabilità ci sono di un altro fallimento? quante probabilità di sopravvivenza ho se "butto" un'altra torta, dopo che i miei se ne saranno accorti? ma ne vale davvero la pena? ho davvero voglia di farla? ma se lasciassi perdere?) ho fatto un'altra base...

anche questa non voleva venire, già in forno verso la fine del tempo di cottura (da me prolungato, stavolta), già si era abbassata notevolmente (no eh??? non ti permettere! smettidiscenderesmettidiscenderesmettidiscendere...)

quando l'ho ribaltata sul piatto, al centro s'è formato un avvallamento, ho detto "no porca miseria, vuoi vedere che non s'è cotta manco questa??"

ho aspettato, pregando che non sprofondasse ulteriormente, che raffreddasse, e tagliata a metà... dentro era decente ;) allora l'ho lasciata lì, ad attendere...

poi ho guardato con fare minaccioso i resti della prima base... eh no. Io ti ho fatto... e io ti finisco!

Ho preso la mia scatola col set di 10 coppapasta, ho scelto il diametro che credevo migliore... ricomposto la torta, e via... a ritagliare dei dischetti tutt'intorno all'area "off-limits"... vicino al bordo la torta era più che perfetta, il che non faceva che alimentare la mia rabbia. Ho ottenuto 5 dischetti (strato inferiore+superiore, che erano già separati, visto che avevo già tagliato la torta orizzontamente). Ne sarebbero venuti 6, se il centro fosse stato commestibile. Almeno non c'è stato tanto scarto, e comunque i ritagli si son fatti mangiare.

Quindi ho iniziato a farcire e decorare le tortine alla stessa maniera (più o meno) della torta singola grande. Ci ho messo un'eternità. E' stata un'impresa, un gioco di equilibri... ma alla fine ce l'ho fatta. (Ma non le rifarò mai più, resteranno un unicum)







Questo a ridosso dell'ora di cena, non mio padre che gironzolava per la cucina (stava fra i piedi), e mi teneva il fiato sul collo ripetendo "guarda che fra poco ritorna tua madre!!!" (= sgomberare il tavolo!)

Dopo cena ho decorato l'altra base, ci ho messo notevolmente meno tempo :)

Nonostante tutto sono abbastanza soddisfatta, quella grande è venuta anche guardabile :)



Ma tanto che importa. Alla fine... basta che si mangino :D






domenica, ottobre 11

Profiteroles: come ti riciclo dei bigné disastrosi...


Siccome per un altro minibuffet dovevo fare (anche) dei bigné, li ho fatti, solo che venerdì mi è andato tutto male! per cui sono venuti impresentabili. Sabato mattina ne ho fatti altri, e sono venuti perfetti, ma con quelli brutti ho rimediato facendo questi... il papà quando li ha finiti ha detto "mmmm---- buoni!!"...

Ingredienti:
bigné
camy cream
salsa al cioccolato

Ho farcito i bigné con la camy cream, e li ho messi un po' in frigo;

quindi li ho annegati nella salsa;

e via di nuovo in frigo, fino al giorno dopo o almeno 4-5 ore...






Fioccamisù!!!





E provate a dirmi che questa ricetta l'ho copiata a qualcuno!!!!!!!!



Ingredienti:
400 g di fiocchi di latte (io: allo yogurt)
150-200 g zucchero a velo
200 ml panna montata (con 50 g di zucchero a velo, tolto dalla dose sopra)

cacao
scaglie di cioccolato fondente (io al latte, veramente)
pavesini
caffé zuccherato




Procedimento:

Ho frullato i fiocchi di latte ben scolati dal liquido con lo zucchero a velo, fino ad ottenere una bella crema;



quindi ho montato la panna e l'ho unita a questa crema;



Inzuppare i pavesini e fare uno strato di biscotti in una pirofila, fare uno strato di crema, scaglie di cioccolato (a piacere);


spolverizzare di cacao (meglio dolce), poi uno strato di biscotti, uno di crema;


scaglie di cioccolato, cacao, pavesini;


finire con uno strato di crema, e spolverizzare di cacao.


Mettere in frigo fino al giorno seguente;

si conserva anche in freezer, se non potete mangiarlo tutto subito (se come me dovete fare dosi mega per una sola persona, che è quella che alla fine mangia tutto...).