domenica, maggio 19

Spaghetti di riso cinesi – tentativo numero 2

 

Li avevo già fatti qua. Ma non mi avevano lasciata soddisfattissima.

E siccome sono testarda, rifaccio le cose finché non mi vengono come dico io.

 

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Spaghettini cinesi saltati

per 2 persone

 

2 nidi di spaghetti di riso

20 gamberetti surgelati e scongelati

1 uovo

1/2 vasetto di germogli di soia

1 carota a julienne

1 zucchina a julienne

1 pezzettino di porro tritato

peperoncino (paprika)

olio di semi

salsa di soia

1 cucchiaio di salsa di ostriche

1 cucchiaio abbondante di concentrato di pomodoro

1 bicchiere di brodo vegetale

 

Preparazione:

strapazzare in un pentolino unto d’olio l’uovo sbattuto con un po’ di salsa di soia; tenere da parte;

mettere gli spaghetti in ammollo in acqua tiepida;

mettere 2 cucchiai di olio nel wok, paprika, 1 cucchiaio di salsa di soia, e far soffriggere il porro, quindi unire la carota lasciandola appassire un po’, poi unire la zucchina; portare a cottura le verdure con mezzo bicchiere di brodo in cui è stato sciolto il concentrato di pomodoro; unire un altro cucchiaio di salsa di soia;

unire i gamberetti e lasciar cuocere; unire la salsa di ostriche e saltare il tutto;

scolare gli spaghetti e tagliarli per ridurne la lunghezza;

unire alle verdure i germogli di soia scolati e sciacquati, un altro paio di cucchiai di salsa di soia, lasciar insaporire, quindi gli spaghetti e il brodo; saltare il tutto per far asciugare il brodo e cuocere gli spaghetti;

saltare ancora gli spaghetti aggiungendo un po’ di olio e l’uovo strapazzato; far amalgamare il tutto quindi servire.

 

Molto meno anemici dei primi:

prima:

 

 

dopo:

spaghettini

La mia casa, e io stessa, odoravamo di ristorante cinese :D

giovedì, maggio 16

Insolito ma buono – pollo al pesto al forno

 

Avevo del pesto (senza aglio) da finire… e l’ho usato così. Un piatto insolito ma molto gustoso, il pollo rimane molto morbido e saporito… a me è piaciuto molto.

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Pesto baked chicken – pollo al pesto al forno

adattato da qui

 

Ingredienti:

1 cucchiaio di pesto per ogni fetta di pollo

petto di pollo a fette (io ho usato le Sottilissime di petto di pollo Aia, che erano pronte all’uso, senza bisogno di batterle per renderle più sottili)

pomodoro a fette sottili

sale e pepe

3 cucchiai di parmigiano grattugiato (circa)

6 cucchiai di pangrattato (meglio se usate del pane macinato al momento)

olio extra vergine d’oliva

 

Procedimento:

preriscaldare il forno a 230°C;

mettere in una teglia coperta di carta forno e unta con un filo d’olio i petti di pollo; salare e pepare ogni fettina;

spalmare circa un cucchiaio di pesto su ogni fetta di pollo;

coprire lo strato di pesto con fette di pomodoro (senza sovrapporre le fette, metterle tutte su un unico livello);

mescolare il formaggio e il pane grattugiato con un pochino di olio in modo da inumidire il composto;

cospargere uniformemente le fettine col composto di formaggio e pangrattato; irrorare ogni fettina con un altro filo d’olio;

mettere in forno per 15 minuti o finché non risultano belli dorati e gratinati.

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martedì, maggio 7

Kartoffelsalat

 

Una volta, qualcuno disse: “ma tu sai fare solo dolci”.

Ieri a mezzogiorno ho fatto orecchiette con pomodorini ciliegia. Niente di che. Ma lui mi ha fatto i complimenti dalla prima all’ultima orecchietta che si è messo in bocca…e ha continuato anche dopo che aveva finito di mangiare.

Queste sì che sono soddisfazioni.

Una volta, è vero, preferivo i dolci, perché non avevo necessità di preparare altro. Ma ora sì, e quindi mi piace sbizzarrirmi anche con primi, secondi e contorni, e sono sempre in cerca di ricettine nuove…

Quando, l’estate scorsa, siamo stati 4 giorni in Austria, il primo giorno, insieme alla Wiener Schnitzel mi portarono la Kartoffelsalat.

Io adoro le patate, in tutte le salse: fritte, in puré, che ha tanto il sapore di infanzia, di quando ero piccola e me lo faceva la mia mamma (ah il suo è tanto buono!!), arrosto, che mi ricordano dei pranzi della domenica in famiglia, quando aiutavo anche io la mamma a prepararle, quelle fatte BENE (prima fritte, poi mescolate a un trito di rosmarino, aglio e sale e passate a dorare in forno), che accompagnavano il suo arrosto (anche quello sempre buonissimo), in “umido” (nel sugo di pomodoro, che usiamo anche come condimento per la pasta), nei minestroni e nelle zuppe, quando il pezzetto di patata si scioglie in bocca, nelle crocchette… e nella Kartoffelsalat (insalata di patate tedesca).

Quando a scuola, nell’ora di tedesco, ci insegnavano i nomi dei cibi tedeschi, non avevo ben chiaro COME fossero. Se non li mangi, fai fatica a capire… ma adesso che lo so, mi sono messa a cercare e confrontare un sacco di ricette per fare la Kartoffelsalat. Non ce n’è una uguale all’altra. Allora ho fatto un po’ a mio modo, mischiandone più d’una, andando secondo il mio gusto…e direi di esserci andata molto vicino. Pensavo che a lui non sarebbe piaciuta, che non l’avrebbe voluta nemmeno assaggiare… invece si è mangiato quasi tutta la porzione della foto prima di cena! Approvata!!

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Kartoffelsalat alla mia maniera

adattata da qui, qui, qui

 

Ingredienti:

500-650 g di patate a cubetti piccini (io ero partita con circa 500 g poi ho visto che c’era troppa salsa e ho lessato un’altra patata media)

120 g circa di maionese (light)

2 cucchiai di aceto di vino bianco

1 cucchiaino di senape di Dijon

50 ml di brodo di verdura

sale, pepe

prezzemolo, erba cipollina (liofilizzati)

1/2 cipolla tagliata a fettine sottili (io non l’ho messa perché in casa nostra c’è un’avversione per cipolla, aglio e simili)

 

Preparazione:

lessare i cubettini di patata in acqua bollente finché non sono teneri (però non devono spappolarsi, ci vorranno 7-10 minuti, ma assaggiare per verificare la cottura). Va bene anche la cottura a vapore. Quindi scolarli.

mescolare in una ciotola la maionese, la cipolla, l’aceto, la senape, il brodo, sale e pepe. Bisogna ottenere una salsina liquida ma legata. Unire gli aromi e i cubettini di patata. Mescolare bene per ricoprire tutte le patate, coprire con pellicola e mettere in frigo almeno 1 ora prima di consumare (però lasciarla un po’ a temperatura ambiente prima di mangiarla).

Si usa tradizionalmente per accompagnare i wurstel, ma è buona con la carne in generale, o anche da sola.

Note:

- se avessi messo la cipolla, avrei usato il suggerimento di Monica, di mettere la cipolla affettata sulle patate calde, per farle sprigionare tutto il suo aroma

- c’è chi ci mette anche del rafano (io non saprei dove andarlo a trovare)

- ovviamente le erbe sono meglio fresche che liofilizzate

- si può aggiungere all’insalata uova sode, cetriolini sott’aceto a pezzetti… ma per me l’originale è solo con le patate

 

Also Leute… Guten Appetit!!

martedì, aprile 30

La torta del 3

 

Avevo della BUONISSIMA ricotta del caseificio, che avrei voluto mangiare così, al naturale, perché meritava davvero. Ma siccome il mio stomaco ultimamente mi fa qualche scherzo… non l’ho più mangiata… e l’ho usata per farci questa buonissima torta da colazione.

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Torta del 3

di Paola Lazzari

da qui

 

Ingredienti:

per una teglia diametro 24 cm

 

300 g di ricotta di mucca (o di pecora)

300 g zucchero semolato

300 g farina “00”

3 uova

3 cucchiai di burro morbido (io ne ho usato un pezzetto a occhio)

3 cucchiai di latte

3 cucchiai di succo di limone

buccia grattugiata di limone e vaniglia

3 cucchiaini di lievito (circa mezza bustina)

100 g cioccolato a pezzi o gocce (non l’ho messo)

 

Preparazione:

con le fruste sbattere bene la ricotta con lo zucchero fino ad ottenere un composto omogeneo e senza grumi;

unire il burro morbido sempre sbattendo e poi le uova, una alla volta;

aggiungere gli aromi, il succo di limone e il latte;

aggiungere la farina mescolata col lievito;

versare nella teglia imburrata e infarinata o foderata di carta forno, (per la versione al cioccolato: cospargere sulla superficie i pezzetti o gocce di cioccolato) cuocere in forno caldo a 180°C per 45 minuti circa (io 50-55 min a 175°C, gli ultimi 5 minuti lasciandola nel forno spento).

Lasciar raffreddare, sformare e cospargere di zucchero a velo.

 

E’ una torta profumatissima che si mangia bene anche da sola, perché è gradevolmente umida e soffice, non di quelle che ti serve un bicchiere d’acqua per mandarle giù!!

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martedì, aprile 16

 

Quasi 19 anni… sono una vita. Una vita passata tutta con noi.

Ed ora il vuoto che lasci è colmato solo dalle nostre lacrime e dal silenzio, il silenzio dei tuoi “miao” che ci dicevi timidamente, quasi pensassi di mancarci di rispetto, e che ora non sentiremo più.

Ti abbiamo amato come si ama un figlio, e tu ci parlavi, come se fossi stato una persona come noi. Per noi eri proprio questo. Il nostro “bimbo”.

Ciao nostro Adorato Micio. Un giorno ci rivedremo.

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venerdì, aprile 5

Tutta salute

 

Perché alla Serena (io) le piace fare i dolci. E le focacce. E le cose buone, che sono tutto fuorché light… quindi ogni tanto c’è qualche tentativo di risparmio… energetico (nel senso di calorie, si intende).

Ne approfitto per salutare tanto la carinissima Sig.ra Lucia di Cavalese, se mi sta leggendo, e tutta la sua splendida e allegra (soprattutto visto il numero di bimbi che la compone) famiglia.

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Torta tutta salute (più o meno)

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Ingredienti:

200 g farina 00

50 g fecola

1 bustina di preparato per budino alla vaniglia

1 bustina di lievito

4 uova del contadino

150 g zucchero di canna (questo)

2 cucchiai di miele chiaro (acacia)

1 “vasetto da yogurt” (inteso come misura) di latte di soia

1/2 vasetto (come sopra) di olio di semi

aroma di vaniglia

poco zucchero a velo per lo spolvero

 

Procedimento:

- Sbattere per una decina di minuti le uova intere a temperatura ambiente con lo zucchero e il miele, finché non sono belle gonfie e sode come per il pan di spagna;

- unire gli ingredienti secchi setacciati, alternandoli al latte;

- unire l’aroma e l’olio;

- versare in una teglia foderata di carta forno (la mia era rettangolare e non troppo grande);

- cuocere a 175°C per 45-55 minuti (fare la prova stecchino).

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domenica, marzo 24

Torta Margherita

 

Questa torta è stata definito da MIA MAMMA “molto buona”.

Quel giorno non è venuto a nevicare. Però ha piovuto fino a sera…

Insomma, se questa torta ha ricevuto l’approvazione da mia mamma… è da provare.

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Torta margherita di Paola Lazzari

da qui e qui

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Ingredienti:

per uno stampo con bordo removibile di 24 cm di diametro

 

125 g farina 00

100 g fecola di patate

200 g zucchero a velo vanigliato

5 tuorli (se ne avete la possibilità usate uova del contadino… come le mie, fornitemi da mio suocero, e che provengono da casa delle prozie del mio compagno e hanno il tuorlo rossissimo)

3 uova intere

100 g burro fuso tiepido

una goccia di miele

scorza di 1 limone grattugiata

1 cucchiaino scarso di lievito (2 g)

 

Procedimento:

Montare benissimo le uova intere e i tuorli a temperatura ambiente aggiungendovi gradatamente lo zucchero e il miele (ho montato per una ventina di minuti fino ad ottenere una montata chiara e soda come quella del pan di Spagna);

setacciare sopra questa massa le farine e il lievito, unendole con una spatola con movimenti dal basso verso l’alto per non smontare la montata, quindi unire la scorza di limone e per ultimo il burro;

quando il tutto è ben amalgamato ma non smontato, versare nella teglia imburrata e infarinata, livellare e cuocere in forno caldo a 180°C per 45 minuti circa (fare la prova stecchino).

torta margherita

* la torta colora in fretta… se sta colorando troppo abbassare un po’ la temperatura (nel mio forno: 165/170°C)

* è una torta leggerissima, una nuvola, come ha detto mia mamma, “si scioglie in bocca”

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venerdì, marzo 22

Ciambellone al limone

 

Con ingrediente segreto…

e magari… l’ingrediente segreto tenetevelo per voi!!!

“Buoooonissima questa torta! Ma come l’hai fatta?”, lui.

“Ci va dentro la marmellata di limoni.”, io.

“Sì, in effetti sa troppo di limone… forse era la marmellata che era cattiva”, lui.

Ma insomma… prima era buona… e un minuto dopo era cattiva????? O.o

Io l’ho trovata buonissima, e super soffice…

A voi l’ardua sentenza.

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Ciambellone con la marmellata di limoni

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adattato da una ricetta di Anna Moroni

 

Ingredienti:

per uno stampo a ciambella da 24 cm

 

300 g farina 00

200 g zucchero semolato

4 uova a temperatura ambiente

1 bustina di lievito

1 bicchierino di limoncello

320 g marmellata di limoni (passata al setaccio… ma io sono pigra e l’ho usata così com’era tolta dal vasetto!)

100 ml olio di semi

 

Procedimento:

Sbattere a lungo le uova intere con lo zucchero, come si fa per il pan di Spagna, finché non sono chiare e gonfie;

unire a filo l’olio, poi la marmellata (la ricetta dice “stemperandola con un po’ di latte”…ma io sono troppo pigra…), sempre sbattendo, quindi la farina col lievito e il limoncello.

(Se l’impasto risulta troppo denso si può aggiungere un po’ di latte… il mio era perfetto così.)

Versare nello stampo imburrato e infarinato e cuocere a 175/180°C per 50 min/1 ora (fare la prova stecchino).

 

* Al posto della marmellata di limoni si può usare anche quella di arance.

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