giovedì, giugno 2

Stamattina…

 

mi sono svegliata, ho controllato la Bacheca, e ho visto questo bellissimo post di Agnese. E’ abbastanza un periodo no, questo, per me, e mi sono rivista tanto nelle parole di Agnese.

Con il suo gentile permesso condivido qui le sue parole, che trovate nel suo post originale qui.

 

To live and not to breathe

E' un verso di una delle mie canzoni preferite, ma, semplicemente, è l'unico obiettivo che mi sono davvero prefissata nella vita: vivere, non respirare.

Che cosa è vivere, alla fine? Completare un processo di crescita, sviluppare le proprie attitudini, instaurare delle relazioni interpersonali soddisfacenti… studiando, ho sempre incontrato grandi personalità, menti eccezionali, ma mi sono innamorata solo di coloro che facevano trasparire, da ciò che ci hanno lasciato, il fatto di aver compreso la differenza fra la vita e la semplice esistenza, di aver “toccato” questa differenza.

Leggendoli, studiandoli, mi sono sempre sentita come una formica sormontata da un grande masso: vorrei essere grande come lui, ma non è possibile, perché lui è un masso, io sono una formica.

Vorrei poter vivere appieno ogni istante, ma so di non esserne capace, vorrei tornare a casa la sera e dirmi, davanti allo specchio,: “Che vita!”, ma non posso, sono così… piccola.

Ma, senza nemmeno che tu te ne accorga, fra una difficoltà e l’altra, fra una batosta e un ceffone in pieno viso, fra la fatica e il dolore, alla fine, cresci. Cresci e ad un tratto ti guardi e la vedi, la differenza. La vedi, ed è meravigliosa. Di quella meraviglia che ti riempie come solo la meraviglia può fare.

Sei sempre tu, con tutti tuoi sbagli a sporcarti le mani di polvere, con tutte le tue cadute a rovinarti le gambe ricoprendole di lividi, con tutta la tua umana imperfezione a darti una forma concreta, non più evanescente. Inspiri e senti un’aria nuova dentro i polmoni: ti sembra di assaggiare l’ossigeno per la prima volta.

Sto assaggiando il mio ossigeno ora, e ha un gusto che nessun cibo potrà mai replicare.

È dura, ed è stata davvero dura, ma ora voglio godermelo tutto. Voglio prendermelo e addentarlo, questo ossigeno, carpirlo e farlo mio.

E non importa se ogni giorno fallisco i buoni propositi che mi prefiggo il giorno precedente, e non importa quanto ci vorrà perché i segni di quel passato inizino a farsi meno evidenti, e non importa quanta strada devo ancora fare… non importa, quello che importa è che finalmente sto camminando per davvero.

E sapete cosa vi dico? Che la vita, quella vera, quella che ti fa venire ancora più voglia di vivere, ha un sapore semplicissimo, elementare, così minimal da stupirti. Sembra qualcosa di così complicato e lontano, ma forse non lo è davvero così tanto.

Vivere è bersi una birra con gli amici dopo il lavoro, vivere è scegliere insieme il pezzo di chiusura della trasmissione e ballarlo a tutto volume, facendo tremare lo stand, vivere è avere idee, progetti, vivere è scoprirsi capaci di fare qualcosa davvero bene, vivere è far scorrere la mano fra i capelli e trovarvi un fiore di gelsomino incastrato, vivere è dormire tre ore a notte e non avere sonno, perché hai troppe cose che VUOI fare, troppe cose cui VUOI pensare.

Vivere… voglio farlo per tutta la vita.

 

E vi giro l’augurio che lei ha fatto a tutti alla fine del suo post.

Vi auguro tanta vita.

 

Lo auguro anche io a tutti voi.

Ma lo auguro, scusate l’egoismo, prima di tutti… a me stessa. Perché ne ho proprio bisogno.

 

Grazie Agnese per avermi permesso di fare un po’ mio questo tuo pensiero pre-nanna di ieri sera.

2 commenti:

zucchina ha detto...

tanta, tantissima vita a te ^___^ grazie per aver condiviso questo post.
Cri.

Your Noise ha detto...

Grazie a te per aver colto e "raccolto" il mio messaggio :) Un abbraccio, tifo per te!

A.