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venerdì, giugno 19

Perseverando si impara

Quando Lorenzo era piccolino (circa un anno fa), era un po' rotondino. Per cui la tradizione della fornaia che gli regala un cornetto della coppia ferrarese da ciucciare, per lui, non è mai esistita. Lo abbiamo sempre tenuto "a dieta", nel senso di non dargli nulla di più del necessario. E il pediatra ci diceva che si auto regolava con l'alimentazione, che mangiava le quantità di cui aveva bisogno. Poi, a 14 mesi, tornato in linea col peso dei bimbi della sua età, il pediatra all'ultimo controllo ci ha redarguito: "niente pane né biscotti né altro fuori pasto. Solo frutta. Altrimenti diventa troppo grosso!". Beh. No. A 18 mesi e mezzo un cornetto di pane glielo possiamo anche dare. Povero bambino. Che lui i Plasmon non saprà mai che sono.


Però il pane glielo fa la sua mamma. Eh sì.

Avevo provato anni fa a fare le coppiette ferraresi. Ma i cornetti mi venivano sempre molli, una volta che il pane si era raffreddato. Poi i miei un giorno ne hanno comprate alla bottega del loro paesino. Buonissime. Dopo quella volta... non sono più state né così buone né così croccanti. Quindi ho deciso di riprovare a farmele da sola. 

Il secondo tentativo è stato di gran lunga migliore del primo.

esperimento1: esperimento2:

E in quanto a croccantezza... direi che ci siamo eccome :) 

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Coppie Ferraresi 




Ingredienti:
per 4 crocette piccole

250 g di farina 0
25 ml di olio di oliva
5-10 g di sale
7 g di lievito di birra
110 ml di acqua a temperatura ambiente in estate o tiepida d'inverno
un pizzico di zucchero


Procedimento:

(Fondamentalmente questo è l'impasto delle mantovanine. Non uso strutto perché solitamente non ne ho in casa e perché fa meglio usare l'olio ;)

Impastare bene tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto omogeneo, che verrà lasciato coperto da una ciotola, sulla spianatoia, per circa 30 minuti (io l'ho avvolto in un sacchetto per alimenti);

Dividere l'impasto in 8 porzioni uguali (50 g cad.);

formare le crocette in questo modo; (qui un altro video)



metterle a lievitare coperte da un telo per circa 30 minuti (NON devono lievitare troppo, altrimenti in cottura l'impasto non si "strappa" a dovere);

nel frattempo scaldare il forno con all'interno la leccarda, fino a 220°C;

quando il forno raggiunge la temperatura, disporre le crocette sulla leccarda calda, e lasciar cuocere:
5 min. 220°C
15 min. 180°C
10 min. 150°C - sulla gratella del forno

controllando ovviamente che non si abbrustoliscano.

lasciar raffreddare e gustare ;)











mercoledì, marzo 14

Rivisitando i (miei) classici

 

Parlando con la mia collega V, un giorno, si discuteva di GNOCCO FRITTO.

IL gnocco fritto.

Sono “semplicissimi” fazzoletti di pasta (lievitata o meno) fritti in olio o, ancora meglio, strutto, che si mangiano, caldi, farciti di salumi e formaggi (o nutella o quello che piace).

I nostri nonni e genitori amavano pucciarlo nel caffelatte la mattina.

In casa mia mia mamma ha sempre fatto l’impasto con farina, latte, sale, e lievito istantaneo (poco). V. mi aveva parlato di una sua ricetta… che impiegava ricotta. E siccome il weekend scorso siamo scappati a Cavalese, ho colto la palla al balzo, e il sabato (10.03) l’ho provato.

Solo che non avevo la ricetta della mia collega. Per fortuna ne ho trovata una su internet… ottima.

cavalesemarzo12006

Gnocco fritto con la ricotta

da qui

 

Ingredienti:

per 3-4 persone (che mangiano poco) o 2

 

300 g farina

latte tiepido qb (circa 100 ml)

11 g lievito

20 g strutto

100 g ricotta

1 cucchiaino sale

 

Procedimento:

sciogliere il lievito in 4 cucchiai di latte, e girare per un po’ con un cucchiaino;

impastare tutti gli ingredienti, fare una palla con una croce sopra;

lasciar lievitare un paio d’ore, in una ciotola coperta di pellicola, in ambiente tiepido;

stendere porzioni di impasto (spessore 2 mm nel mio caso), tagliare a rombi o quello che viene, con una rotella, e friggere pochi pezzi per volta in olio bollente, fino a doratura, girando da entrambi i lati il fazzoletto di pasta;

(voce fuori campo: “…wow come gonfia…!!!”)

scolare su carta forno e servire.

 

cavalesemarzo12005 

“Dai dai, fotografa questo! …Fotografa il mio con lo speck! Dai dai…!! Vedi come è bello???”

…click…

“Guarda…”

“Eh sì, vedi come è venuta bella?!? Aspetta, giralo così… fanne un’altra da questa parte…!”

 

…Food-styling della foto sopra, a cura del *tato* ;)…

(che, per chi ancora non lo sapesse…è il destinatario di tutti i miei dolci ;) )

 

(altra voce fuori campo: “… questa tovaglia non avrebbe mai pensato di diventare così famosa…”)